La Videosorveglianza

Pubblicato: 17 aprile 2018 in Sistemi antifurto

Con questo articolo iniziamo a parlare di videosorveglianza e quale miglior argomento se non il semplice quanto banale all’apparenza cartello AREA VIDEOSORVEGLIATA?

Ovviamente farò riferimento alle telecamere installate nei luoghi in cui sono presenti lavoratori dipendenti poichè nelle abitazioni private è possibile fare  “quasi” tutto quello che ci pare 😉 ma di questo parleremo in un secondo momento.

Vi siete mai chiesti quanto può costare o meglio COSTARVI il cartello AREA VIDEOSORVEGLIATA? Pochi euro a seconda della grandezza direte voi!

ERRORE, il cartello non corretto o non correttamente compilato o compilato senza aver rispettato la procedura indicata dal garante per la Privacy vi può costare dai 6 ai 36 mila euro a seconda dei casi o fino al 4% del vostro fatturato.

Il cartello riportato qui a sinistra ad esempio nonostante i colori sgargianti e le scritte ben visibili NON risulta essere completamente idoneo poichè carente di alcune informazioni essenziali quale il “responsabile dei dati”.

E’ un errore banale che un tecnico non dovrebbe commettere e non dovrebbe permettervi di commettere qualora il cartello l’aveste fornito voi.

Dubbi sulla videosroveglianza? Scrivi nei commenti o visita il sito del garante.

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Lo frase pubblicitaria più emblematica mai letta forse è questa: “Antifurto professionale FAI DA TE”
Ovviamente non ci è dato sapere per cosa stia “Professionale”, forse che chi lo vende fa questo di mestiere? Forse Che è adatto a ladri “professionali”? Forse che per installarlo devi essere un fai da te professionista?
Di sicuro quello che non viene mai detto è che difficilmente è il materiale che si acquista a fare si che un impianto diventi “professionale” ma tutta una serie di conoscenze tecniche e procedure che vanno dall’analisi del rischio al sapere come si bilancia una linea, come funziona e sopratutto sapere cosa sia una linea bilanciata o un tamper o una linea 24 0re…

 Le attuali Norme impongono che per il raggiungimento di un certo livello di sicurezza (livelli che vanno da 1, il più basso, fino a 4, il più alto) si debbano installare determinate apparecchiature e impongono anche come debbano essere installate, dal tipo di cavo alle giunzioni, fino alle batterie nulla può essere lasciato al caso perchè l’impianto possa essere definito sistema antintrusione livello x e possa essere rilasciata al cliente la dichiarazione di conformità in base al DM37/08 senza la quale il vostro non sarà nulla più che un impianto di avviso acustico che non potrà essere collegato alle Forze dell’ordine e in caso di furto non sarà tenuto in considerazione dalle compagnie assicuratrici.

E’ verosimile che far fare l’impianto ad un professionista del settore costi parecchio di più di quanto vi verrebbe a costare facendolo installare da vostro cugino ma siete davvero sicuri che basti vedere cosa è stato montato al vicino di casa per riuscire nell’impresa di realizzare un impianto della stessa bontà e dalle stesse caratteristiche? AI POSTERI l’ardua sentenza ma nel frattempo avrete buttato soldi (pochi) per l’acquisto dell’ottimo materiale su qualche sito di e-commerce, avrete impeganto le vostre giornate libere, sabati, domeniche, a studiare manuali incomprensibili dei quali avrete capito poco per ottenere in cambio un impianto del quale non sarete in grado di gestire i guasti, perchè ci saranno, o le anomalie tecniche e allora ormai stanchi, sfiniti di sentirlo suonare senza apparente motivo vi rivolgerete ad un professionista del settore, il quale, nella migliore delle ipotesi vi dirà di non conoscere quella marca e non potervi garantire l’adeguata assistenza.

Meditate gente, meditate!

Vista la sempre maggiore diffusione di rilevatori da esterno di ogni sorte e provenienza, torniamo a parlare di perimetrali esterni in ambito civile, croce e delizia di installatori e utilizzatori, da una parte perchè si è portati a pensare che siano la panacea per tutti i nostri “mali”, dall’altra perchè sono spesso più veloci da installare ma anche fonte di frequenti falsi allarmi.

SFATIAMO UN MITO!

Prima di tutto forse è meglio cominciare a capire di che cosa si parli e se l’argomento è LA NOSTRA SICUREZZA è bene cominciare sfatando un mito: LE FINESTRE APERTE fanno decadere il vostro livello di sicurezza a ZERO qualsiasi esso sia, non lasciatevi incantare dall’imbonitore di turno chi vi promette “con il mio allarme puoi startene tranquillamente in casa con le finestre aperte” (dite la verità è successo anche a voi), è un FAKE, state trattando per l’installazione di un allarme e non per l’assunzione di un plotone di cecchini, l’antifurto può avvisare voi o le forze dell’ordine dell’avvicinarsi o dell’intrusione non autorizzata di un soggetto estraneo ma non è in grado di bloccarlo o di impedirne fisicamente l’azione (di altri mezzi di dissuasione parleremo separatamente). QUINDI ricapitoliamo, ALLARME INSERITO e PORTE E FINESTRE BEN CHIUSE perchè solo se gli ingressi sono chiusi ha senso che l’allarme vi avvisi dell’avvenuta intrusione.

IL PERIMETRALE RISOLVE OGNI COSA?

Come anticipato in questo articolo da installatori di sistemi di sicurezza siamo portati a pensare che i sistemi perimetrali esterni non siano la soluzione a tutti i problemi ma solo una componente di un sistema più elaborato che deve essere trattato come tale e come tale porta con se pro e contro che è necessario sapere.

1° – ULTRASICURO, PET IMMUNE, ANTIMASCHERAMENTO E QUINTUPLA TECNOLOGIA….

Tutte queste caratteristiche e molte altre che potrete leggere nei vari datasheets dei prodotti sono spesso sbandierati al solo scopo di nascondere i punti deboli della tecnologia che utilizza il prodotto, è proprio così, per essere il più possibile immune ai falsi allarmi infatti un rilevatore da esterno diventa automaticamente eludibile per un soggetto mediamente informato.

2° – ALLARMI, VERI – FALSI – IMPROPRI E INDESIDERATI

Sulla base della conoscenza relativa alle tecnologie utilizzate nel 90% dei rilevatori da esterno, possiamo tranquillamente affermare che nell’installazione di queste apparecchiature è necessario tener conto di una “certa” percentuale di allarmi impropri, in caso contrario è bene pensare che il prodotto NON FUNZIONI, no, non siamo impazziti, vi sono infatti fonti di possibili allarmi impropri impossibili da discriminare pena un rilevatore che non rileverebbe neppure quelli “veri”.

3° – SE HO IL PERIMETRAL ESTERNO NON MI SERVE ALTRO!

Questa è forse la frase più utilizzata dal cliente alla spasmodica ricerca dell’impianto perfetto ma ancora una volta vi dobbiamo deludere, se parliamo di SICUREZZA infatti non possiamo affidarci alla sola protezione volumetrica esterna.

PERCHE’?

L’argomento meriterebbe pagine e pagine di elucubrazioni tecniche e valutazioni personali ma riassumiamo così:

  • scarsa affidabilità del sistema e vulnerabilità medio-alta
  • un SISTEMA degno di questo nome non può e non deve essere composto da un solo livello di protezione
  • l’eventuale “guasto” di un solo componente renderebbe facilmente penetrabile il sito protetto da tale sistema

 

Per ora è tutto ma torneremo a discutere di questo tanto sentito argomento, fateci sapere come la pensate!

Fonte: studiocataldi.it

Proprio in questi giorni in cui scottanti casi di cronaca nera sembrano aver trovato soluzione grazie alla presenza delle videocamere di sorveglianza – anche private -, arriva da Lussemburgo una decisione che limita l’uso di tali dispositivi.
Con la sentenza n. 212/13, depositata l’11 dicembre scorso, la Corte di Giustizia delle Comunità Europee dice no all’utilizzo da parte di soggetti privati di videocamere di sorveglianza che inquadrino la pubblica via, in quanto contrastanti con le norme sulla tutela della privacy di cui alla Direttiva 95/46 (recepita nel nostro Paese con il D.lgs. 196/2003).

Tale pronuncia chiude un procedimento che, coinvolgendo 7 Stati Membri, prendeva le mosse dal ricorso di un cittadino ceco il quale aveva installato una telecamera al di fuori della propria abitazione per individuare i vandali che da anni attaccavano la sua casa (ex: distruggendone vetri con la fionda etc.). Identificati finalmente gli autori delle azioni criminali, e arrestati dalle Forze dell’Ordine, questi avevano però contestato la legalità delle registrazioni, ottenendo ragione presso l’Ufficio per la Tutela dei Dati Personali! Dopo un primo ricorso del proprietario bocciato dalla corte Municipale di Praga, la Suprema Corte Amministrativa ceca ha investito della questione la Corte di Giustizia Europea, perché questa valutasse l’applicabilità dell’eccezione sollevata dal ricorrente di un uso «esclusivamente personale e domestico» delle telecamere, come da art. 3, comma 2 della Direttiva.

Secondo la ratio della sentenza europea, stante il fatto che dall’inquadratura della telecamera è spesso possibile risalire all’identità di un soggetto, la ripresa e la detenzione di tali immagini non è legittima senza consenso dell’interessato. Secondo gli eurogiudici, non è possibile applicare l’eccezione prevista dall’articolo 3 della direttiva in parola, ai sensi del quale sono esclusi dall’osservanza delle norme contenute nello stesso atto i trattamenti di dati personali effettuati da una persona fisica «per l’esercizio di attività a carattere esclusivamente personale o domestico».

Pertanto, le telecamere installate sull’esterno di un’abitazione privata nel cui occhio ricada – seppure di poco – la strada o un qualsiasi altro luogo pubblico, vanno considerate illecite. La Corte, tuttavia, lascia aperto uno spiraglio per i cittadini che siano vittima di illeciti – come il proprietario ceco – affermando che i tribunali interni dovrebbero tenere conto degli interessi legittimi del responsabile del trattamento coinvolti nel caso, quali la tutela della vita, della salute e della famiglia.

Guida ai sistemi antifurto

Pubblicato: 13 febbraio 2016 in Sistemi antifurto

Io e l’amico e collega Marco Guerrato abbiamo scritto una piccola guida che vuole essere solo ed esclusivamente un primo approccio ai sistemi antifurto alla quale aupico possano seguirne altre.

Volete darle un occhiata? Eccola!

Vi invito a segnalarci eventuali errori, dimenticanze, osservazioni, spunti per migliorarla e/o scrivere il seguito.

E’ arrivato il momento di dotare la propria abitazione di un impianto d’allarme, come possiamo scegliere tre le varie offerte e che parametri dobbiamo utilizzare pur non avendo grandi conoscenze in materia?

Anzitutto è bene raccogliere più di un preventivo (ma non troppi, rischiereste di entrare in un vortice di prodotti dal quale difficilmente uscireste), se non avete le idee chiare, fatevi consigliare dal tecnico sulla migliore soluzione attuabile, fatevi sempre consegnare il preventivo di persona e discutetelo con l’installatore.

Raccolte le offerte, il primo parametro per valutarle correttamente è assicurarsi che dal punto di vista tecnico si equivalgano, controllate quindi, numero di rivelatori interni/esterni, contatti ecc, tastiere ecc, combinatore telefonico normale o GSM, scheda vocale se presente, possibilità di interazione remota con il vostro impianto o meno ecc ecc.

Le marche proposte: al giorno d’oggi l’affidabilità della grande maggioranza dei prodotti sul mercato è ottima, assicuratevi quindi soprattutto che l’installatore conosca bene pregi e gli eventuali difetti di quanto proposto e che sia in grado di assicurarvi continuità nel tempo (è fondamentale il rapporto tra azienda ed installatore) e che soddisfi a pieno le vostre esigenze con un occhio di riguardo verso applicazioni future (un buon sistema deve essere migliorato nel tempo per garantirvi sempre buona sicurezza).

Se avete chiesto una protezione esterna fate molta attenzione, moltissimi prodotti sono ormai obsoleti e “superarli” per un intruso è quasi banale, il tecnico deve essere in grado di conoscere il principio di funzionamento dei prodotti proposti (ma anche degli altri) i loro limiti e consigliarvi quello più adatto alle vostre esigenze con coscenza.

Il tecnico installatore deve essere preparato e conoscere bene il settore, deve insomma preferibilmente fare questo di mestiere per poterlo fare bene ed essere aggiornato sulle novità del settore per offrirvi prodotti all’avanguardia, inoltre deve darvi garanzia di controlli periodici. Preferite chi dispone di sistema di ricezione e gestione dei guasti.

Forse non tutti sanno (e altri non lo dicono) che è buona norma testare periodicamente il nostro impianto d’allarme dato che guasti di varia natura e origine possono comprometterne il buon funzionamento senza che ce ne possiamo accorgere. Alcuni produttori (ma non tutti) si premurano di scrivere nei manuali destinati all’utilizzatore finale la dicitura “test monthly” o addirittura “test weekly” cioè testare mensilmente o settimanalmente. Ora, siamo certi che quasi nessuno avrà la cura di compiere una simile operazione ma poi non lamentiamoci degli eventuali “blocchi” dell’impianto, se non vogliamo o non possiamo occuparcene, preoccupiamoci almeno di incaricare un installatore a compiere le verifiche di rito. Vedi anche questo articolo.

E’ buona norma fare eseguire le necessarie verifiche e manutenzioni programmate periodicamente, vedi articolo, ma qualora questo non fosse possibile vi consigliamo, almeno prima delle vacanze di contattare l’installatore di fiducia o l’azienda intallatrice del vostro sistema antifurto per i controlli di rito per evitare che proprio durante le meritate vacanze il vostro impianto inizi a suonare ininterrottamente disturbando il vicinato ed interrompendovi il meritato riposo qualora foste raggiungibili.

Le operazioni sono poche e realizzabili in un tempo variabile a seconda della complessità del vostro impianto e si possono riassumere in:

Verifica ed eventuale sostituzione batterie in tampone, verifica alimentatori, verifica funzionamento  e pulizia rivelatori, verifica funzionamento segnalatori acustici e telefonici, controllo di tutte le connessioni, prove generali.

Abbiate cura del vostro impianto, vi ripagherà con gli interessi 😉

L’avremo detto tutti almeno una volta no? Eppure continuiamo a non sapere la ragione per la quale l’allarme del vicino continua inesorabilmente e in maniera assolutamente casuale a disturbarci, preferendo ovviamente gli orari notturni.

Per esperienza possiamo tranquillamente dire che i sistemi di allarme elettronici sono diventati negli ultimi anni molto, molto affidabili e se non esenti, con pochi falsi allarmi o allarmi impropri che dir si voglia.

Ma allora perchè sentiamo suonare così spesso le sirene? Una ragione ovviamente deve esserci. Partiamo dal presupposto che si tratti di un impianto d’allarme dignitoso realizzato a regola d’arte da personale addetto. Le ragioni che possono azionare le sirene sono principalmente due: un guasto, che va segnalato all’azienda installatrice che dovrà provvedere a seconda degli accordi con il cliente finale a ripristinare la situazione ottimale. Scarsa o cattiva manutenzione, anche in questo caso a seconda degli accordi tra le parti (la manutenzione dovrebbe essere programmata e fare parte di un contratto sin dalla data dell’installazione), il problema si risolve con un breve intervento della ditta preposta.

Antifurto: interno/esterno

Pubblicato: 20 aprile 2011 in Sistemi antifurto

Sciegliere tra protezione interna ed esterna non è certo facile sopratutto con i conti alla mano, facciamo qualche doverosa precisazione:

La sola protezione interna protegge solo i locali ed è impossibile azionarla mentre vi si soggiorna, ovviamente è la più sbigativa da realizzare, la meno impegnativa e la più economica.

La protezione perimetrale, quella cioè sugli infissi permette di abitare i locali protetti, essa infatti può venire attivata (se opportunamente programata) da sola o associata ai rivelatori interni così da assicurare protezione anche soggiornando all’intero dei locali stessi.

La protezione esterna gode dei benefici di quella perimetrale con l’enorme vantaggio di intervenire prima che vengano danneggiati gli infissi.

Anche se può sembrare inutile ed antieconomico il consiglio per la realizazzione di un valido sistema antintrusione è quello di NON affidarsi mai ad una sola di queste protezioni.